venerdì 13 aprile 2018

I want you - Lo specchio alla fine di una notte

I want you - Lo specchio alla fine di una notte
di Sergio Baldassini
a cura di Maddalena Rinaldi
Dal 26 gennaio al 4 marzo 2018
Centro per l'arte contemporanea Trebisonda, Perugia.

La mostra si articola in tre sezioni: I want you - Lo specchio alla fine di una notte (installazione site specific: materiali vari e abrasioni su pareti, dimensioni ambientali), un intermezzo composto da lavori della serie I want you - Prove di vita accelerata e da Prototipo di mostra collettiva priva di individualità a cura di Eden Dust.
Eden Dust è come al solito scritto e interpretato da Sergio Baldassini

I want you - Lo specchio alla fine di una notte. Installazione site specific, dimensioni ambientali.
I want you - Lo specchio alla fine di una notte. Installazione site specific, dimensioni ambientali.
I want you - Lo specchio alla fine di una notte. Installazione site specific, dimensioni ambientali.
I want you - Lo specchio alla fine di una notte. Installazione site specific, dimensioni ambientali.

I want you - Lo specchio alla fine di una notte. Installazione site specific, dimensioni ambientali.
I want you - Lo specchio alla fine di una notte. Installazione site specific, dimensioni ambientali.
I want you - Lo specchio alla fine di una notte. Installazione site specific, dimensioni ambientali.
I want you - Lo specchio alla fine di una notte. Installazione site specific, dimensioni ambientali.
I want you - Lo specchio alla fine di una notte. Installazione site specific, dimensioni ambientali.
I want you - Lo specchio alla fine di una notte. Installazione site specific, dimensioni ambientali.
I want you - Lo specchio alla fine di una notte. Installazione site specific, dimensioni ambientali.
I want you - Prove di vita accelerata
I want you - Prove di vita accelerata
I want you - Prove di vita accelerata
Testo  di Prototipo di mostra collettiva priva di individualità a cura di Eden Dust
Prototipo di mostra collettiva priva di individualità
Prototipo di mostra collettiva priva di individualità

Prototipo di mostra collettiva priva di individualità
Prototipo di mostra collettiva priva di individualità
Prototipo di mostra collettiva priva di individualità

giovedì 25 gennaio 2018

I want you - Sul nulla o dell'amore che ancora provo per te

SUL NULLA O DELL'AMORE CHE ANCORA PROVO PER TE
 
installazione di SERGIO BALDASSINI e BENEDETTA GALLI

In collaborazione con la il Centro per l'arte contemporanea Trebisonda di Perugia

Dal 9 aprile al 18 giugno 2017, Add Art - Spoleto (Pg)


Domenica 9 aprile alle ore 17 si inaugura presso la galleria ADD-art di Spoleto l'installazione site specific "Sul nulla o Dell'amore che ancora provo per te" degli artisti Sergio Baldassini e Benedetta Galli. Il lavoro è frutto di una serie di discussioni tra i due artisti circa l'arte e il suo stato, gli incontri aperti al pubblico si sono tenuti presso il centro per l'arte contemporanea Trebisonda di Perugia (che partecipa al progetto della mostra).
Partendo da pratiche artistiche diverse, le ricerche di Sergio Baldassini e Benedetta Galli si incontrano in quest'installazione per ragionare sull'origine del loro fare arte e le implicazioni che ne conseguono. Il nulla diventa la meta ambita per entrambi gli artisti.
Ma se in Benedetta Galli la ricerca delle origini la porta ad appropriarsi di forme e vissuti, quasi un ritorno al primitivo e al rupestre; Sergio Baldassini continua il suo lavoro di "epurazione", esponendo ciò che gli impedisce di fare tutto, per avere poi una possibilità di fare arte nella sua interezza, riguardo l'installazione dice: " [...] Questa mostra sta un po' nel mezzo, si può guardare verso il punto di partenza o verso la fine, ammesso che ce ne sia una. C’è un po’ di dove stiamo andando e c’è un po’ di dove veniamo. In modi diversi stiamo cercando di disfarci di qualcosa, però per entrambi si tratta di cose, di pratiche, di concetti che abbiamo appreso e si sono sedimentati [...]".

Sergio Baldassini è nato nel 1979 a Roma dove tuttora vive e lavora. Lavora con la performance e l’installazione preferendo il tema del rifiuto, molto spesso in riferimento al sistema e al sistema dell’arte. Dal 2010 porta avanti il suo ultimo lavoro di ricerca e denuncia, I want you project indagando con azioni concrete e appuntamenti virtuali tematiche sociali molto forti e di grande attualità.

Benedetta Galli è nata a Perugia nel 1976 dove vive e lavora. Tante fotografie dissolvono l’immagine iniziale, le gocce come il Dna delle cellule, compongono una persona e dall’“autoritratto” passa ai “ritratti”, dai numeri ai nomi e alle lettere, che chiariscono il soggetto e la sua storia.
I suoi ultimi lavori si presentano come una superficie ordinata di piccole gocce di colla trasparente, ogni goccia contiene una lettera tratta da ritagli di comunicati stampa di mostre, testi critici e note curatoriali.


 "I want you - Sul nulla o dell'amore che provo per te", installazione site specific (particolare)


 "I want you - Sul nulla o dell'amore che provo per te", installazione site specific (particolare)
 

 "I want you - Sul nulla o dell'amore che provo per te", installazione site specific (particolare)

"I want you - Sul nulla o dell'amore che provo per te", installazione site specific (particolare);  L'opera in alto a destra è "Pelle di pittore" di Benedetta Galli


 "I want you - Sul nulla o dell'amore che provo per te", installazione site specific (particolare);  L'opera in alto al centro sullo sfondo è "Pelle di pittore" di Benedetta Galli
"I want you - Sul nulla o dell'amore che provo per te", installazione site specific (particolare);  L'opera al centro sullo sfondo è "Pelle di pittore" di Benedetta Galli
 

"I want you - Prova di vita accelerata", 2017. Abrasione, povere di carta e vernice acrilica su riproduzione di opera d'arte incollata su tavola.

venerdì 25 marzo 2016

I want you - Prove di Vita Accelerata 2011 - ...


I want you - Prove di Vita Accelerata 2011 - ...


Continuo a vedere I want you come un'opera unica ma tra i rami dell'albero che sto costruendo ce n'è uno che in lunghezza sta crescendo di più. In modo non troppo tortuoso mi pare, rispetto ad altri, è semplicemente di dimensioni maggiori. Dietro questo accrescimento, come in tutte le strutture, naturali o meno, che possono permettersi il lusso di svilupparsi tanto, ci sono delle condizioni particolarmente favorevoli. In questo caso un costo di produzione quasi irrilevante e la non necessità di essere per forza esposte o installate da qualche parte per poter esistere. Sto parlando delle Prove di Vita Accelerata. Devo aggiungere però che queste opere devono sopratutto la loro sopravvivenza al fatto che dopo cinque anni continuano per me ad avere un senso, anche se sicuramente diverso da quello che possedevano quando iniziai a lavorarci.

Ero molto interessato ai documenti che le mostre producono: comunicati, locandine, cartoline, poster (riservati a manifestazioni di lusso)... Tralasciando le profonde cause di questa fascinazione, accelerare il deperimento e la trasformazione di questi materiali mi pareva potesse dare da un lato qualche indicazione sul futuro, del documento e dell'oggetto di cui portava informazioni, e dall'altro fornirmi la possibilità di farne un uso migliore di quello per i quali erano stati destinati. Il secondo aspetto mi divertiva di più.

Dopo aver realizzato diverse Prove mi sono accorto che il mio interesse si era spostato dal documento al pavimento. Il pavimento di casa mia, quello sul quale lavoro, quello che mi conserva la polvere di carta che tolgo dai fogli in attesa di rifinirci spalmata sopra mescolata con della nobile resina acrilica. A volte mi serve da base di appoggio per poterla spazzare via ma sempre riesce a lasciare la sua impronta sulle opere. C'è una sorta di continuità tra i fogli e il pavimento, le mattonelle che lo compongono alzano la voce e dichiarano la loro presenza man mano che il documento si distrugge. Che la maiolica possa averla facilmente vinta sulla carta non mi pare una scoperta degna di nota e non è questo a suscitare il mio interesse. L'aspetto che mi attira di questo processo è la fusione che si crea tra l'opera e il pavimento, due oggetti l'un l'altro estranei che diventano una cosa sola, e il successivo e inevitabile distacco. Il fatto che l'impronta del mio pavimento possa finire sul muro di qualcun altro mi inorgoglisce fino ad un certo punto, ciò che mi darebbe piacere sarebbe sapere che chi si trovasse davanti ad una Prova di Vita Accelerata riuscisse a vedere la frattura. Sono il classico criminale che vuole sia riconosciuto il proprio delitto.

Non vorrei dar vita ad opere orfane del luogo deputato ad accoglierle, che ambiscano a poter stare a loro agio dovunque si trovino. Se proprio debbano essere asportate e asportabili che almeno mostrino le cicatrici.
 


I want you -Prove di Vita Accelerata
grottage su carta, vernice acrilica, polvere di carta








mercoledì 19 agosto 2015

I want you - Guai ai vinti

I want you - Guai ai vinti


Pare che non tutto il passato riesca a perseguitarci allo stesso modo. A livello individuale come in quello di massa indistinta. C'è una storia che può essere accantonata, ignorata, non riconosciuta. Le verità possono sempre essere create all'occorrenza, su richiesta nel caso di sopraggiunte necessità. Fatti, popoli e pensieri cuciti su misura per giustificare e stimolare il perpetrarsi dello stato attuale delle cose. Aspettando mutamenti nei rapporti delle forze in gioco. Si può scomparire con una facilità disarmante, per esserci è necessario venga esercitato un lavoro.

 
Intallazione site specific
22 Maggio 2015, Vejo (Roma)
Legno verniciato, sale, pianta, fogli bianchi.

 
 


 
 
 
 

sabato 8 novembre 2014

I want you - Il nulla creatore @ AddArt Spoleto

I want you - Il nulla creatore

e altri ragionamenti presenti nella mostra
Interferenze#2 | Sergio Baldassini
a cura di Lorenzo Rossi
AddArt
Via Palazzo Dei Duchi 6
06049 Spoleto
Dal 18 ottobre al 9 novembre 2014
 http://www.add-art.it
+39 334 5380780
info@add-art.it


Note scritte evitando il senso.
Faccio fatica a considerare distinte e separate le opere che compongono l'insieme del mio lavoro.
Nelle ultime è più in evidenza la riflessione sulla possibilità e sulla capacità di essere sé stessi, di sconfiggere gli insegnamenti, ma in quelle precedenti, anche quelle presenti in questa mostra, mi sono spesso interrogato sul peso, sugli effetti e sull'opportunità di superare quanto e quanti ci hanno preceduto e influenzato. Direi che se si nota una qualche forma di coerenza, che non rincorro, è dovuta al fatto che il mondo per quanto si cerchi di dividerlo sempre uno rimane e i vari aspetti sommandosi non possano che ricomporsi. A questo è anche dovuta l'attenzione al sito nella costruzione de "Il nulla creatore", il tentativo di integrarlo all'ambiente: il cubo nella scala, il filo a piombo nel suo percorso, i piccoli "quadri" con il loro bordo costruito con lo stesso materiale del quale sono fatte le pareti. Ho cercato di evitare ulteriori fratture. So che il mio agire non risolve il problema ma dovrebbe mostrarne almeno coscienza.

I want you - Il nulla creatore (particolare), 2014

I want you - Il nulla creatore (particolare), 2014

I want you - Il nulla creatore (particolare), 2014




da sinistra a destra: I want you - Beuys su tavola, 2011 e I want you - Prove di vita accelerata, 2011

I want you - I have a gym, 2014

I want you - Prove di vita accelerata 2012


I want you - Prove di vita accelerata, 2011

I want you - Prove vita accelerata, 2012

I want you - Prove di vita accelerata, 2013